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News

La cultura fa Rete. La APP degli istituti culturali regionali

L’Istituto è lieto di invitarvi all’evento Gli Istituti culturali della Regione Lazio. La cultura fa Rete, che si terrà presso la Società geografica italiana a Roma il prossimo 3 ottobre (in allegato, il programma). L’iniziativa, promossa dalla Regione Lazio, sarà l’occasione per la presentazione degli istituti culturali regionali e della APP LazioCult, uno strumento di valorizzazione di questi istituti, che propone un racconto per immagini del loro patrimonio attraverso brevi video. Un’applicazione per promuovere la conoscenza della straordinaria ricchezza conservata negli istituti culturali della nostra regione. L’incontro sarà chiuso da un aperitivo con accompagnamento musicale.
Per la partecipazione è necessaria la prenotazione entro il 30 settembre, indicando nome e cognome all’indirizzo info@isacem.it.

Aperture straordinarie degli istituti culturali regionali

La Regione Lazio promuove e sostiene un’iniziativa di aperture straordinarie degli istituti culturali iscritti all’Albo regionale: una fitta rete di appuntamenti per conoscere da vicino  il patrimonio culturale di oltre 20 prestigiose istituzioni culturali di Roma e del Lazio, da settembre a dicembre 2019 (in allegato, il programma).
Anche l’Istituto apre le porte ai visitatori per un percorso guidato attraverso il proprio patrimonio, per offrire uno spaccato sulla storia del Novecento e contribuire così all’offerta culturale romana e regionale.
La prossima apertura speciale in programma presso l’Istituto è venerdì 29 novembre, con orario 17.30-20.30: si chiede gentilmente di segnalare la propria presenza all’indirizzo info@isacem.it.

La settimana internazionale degli archivi

Dal 3 al 9 giugno 2019, su iniziativa del Consiglio internazionale degli archivi (Ica), si è celebrata in tutto il mondo l’International Archives Week 2019, dedicata a Designing the Archives in the 21st Century. «Il tema – si legge in un comunicato stampa – vuole far cadere l’attenzione su come la nostra professione, data and information manager, record manager e archivisti, possa creare opportunità nel XXI secolo per approcci di design centrato sull’utente che ci permettano di generare vantaggi per i cittadini, i clienti, gli stakeholder e le comunità. Tutto ciò ha una valenza trasversale, non solo a livello geografico, ma anche tra diversi settori e ambiti produttivi». Il Consiglio internazionale degli archivi invita gli archivi, le altre istituzioni della memoria e tutti gli interessati a organizzare eventi per dare risalto all'iniziativa. Il Mondo degli archivi ha curato un calendario nazionale e una rubrica speciale dedicati alla Settimana.

Il GDPR in archivio: strumenti di lavoro

L’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha partecipato alla giornata di studio promossa, nell’ambito della III edizione della Settimana dell’amministrazione aperta, dalla Direzione generale per gli archivi  insieme all’Archivio Centrale dello Stato e all’Associazione nazionale archivistica italiana. L’iniziativa, dedicata a Il GDPR in archivio: strumenti di lavoro per l’applicazione del Regolamento europeo protezione dati personali, si è svolta nella mattinata di mercoledì 13 marzo presso l’Archivio Centrale dello Stato. In allegato il programma. Sul canale YouTube della DGA è disponibile una videoregistrazione dell'incontro.

L’Archivio della Fédération internationale de la jeunesse catholique

È finalmente consultabile presso l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI l’Archivio della Fédération internationale de la jeunesse catholique (Fijc).
Il fondo, che consta di 388 fascicoli contenuti in 49 buste, per un totale di circa 4 metri lineari, è stato ordinato e descritto grazie a un finanziamento della Regione Lazio dedicato alle iniziative culturali degli Istituti culturali regionali iscritti all’Albo (Piano annuale 2018).
L’Archivio, che raccoglie la documentazione dell’intera esperienza della Fijc dalla nascita nel 1948 fino alla sua conclusione nel 1968, documenta l’attività di un organismo unico nel suo genere, per il coordinamento delle organizzazioni giovanili cattoliche di tutto il mondo. La documentazione è stata organizzata in 8 serie, tutte accessibili per la consultazione attraverso un inventario analitico.

Il Presidente Mattarella al Convegno dell'Isacem

Il convegno conclusivo sui 150 anni della fondazione dell’associazione, L’Azione cattolica italiana nella storia del Paese e della Chiesa (1868-2018), che si è tenuto a Palazzo S. Andrea il 6 e 7 dicembre, ha visto nella prima giornata la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è stato accolto dalla calorosa accoglienza dei partecipanti, a nome dei quali Matteo Truffelli ha espresso un sentito ringraziamento al Capo dello Stato, salutato al momento del congedo da Raffaele Cananzi.

Il convegno per insegnanti e per giovani studiosi

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha concesso al convegno L’Azione cattolica italiana nella storia del Paese e della Chiesa (1868-2018) il riconoscimento di particolare interesse per gli insegnanti. Per la partecipazione è quindi previsto per i docenti l'esonero dal servizio ai sensi dell’art. 453 del d.lgs. 297/94, così come modificato e integrato dall’art. 26 comma 11 della legge 448/98. Si ricorda che la registrazione è consentita entro il 29 novembre, attraverso l’apposito modulo di richiesta. Per favorire la partecipazione di giovani studiosi, l’Isacem intende offrire l’alloggio gratuito a 5 laureati al di sotto dei 30 anni che nel loro percorso di studi abbiano dimostrato interesse per i temi affrontati nel convegno. Le modalità della richiesta da presentare all’Istituto sono disponibili in allegato.

V Conferenza nazionale Aici - Italia è cultura

L’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (Aici), della quale l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI è socio, ha promosso dall’8 al 10 novembre a Ravello la V Conferenza nazionale Italia è cultura. Gli istituti culturali nella società della conoscenza e della informazione. L’iniziativa, che è l’ideale seguito degli appuntamenti di Torino del 2014, di Conversano del 2015, di Lucca del 2016, di Trieste del 2017, ha inteso promuovere le attività degli istituti culturali aderenti nel campo della ricerca, della formazione, della conservazione e della promozione della cultura, proponendole in un pubblico confronto. L’incontro ha rappresentato un’occasione importante per dare un segnale forte sull’offerta culturale in Italia, sulle potenzialità degli istituti culturali inseriti in una rete di ricerca parallela ma integrata con l’università: un vero e proprio sistema di beni culturali, archivistici e bibliotecari, con forti vocazioni all’innovazione tecnologica e sociale, alla sperimentazione di nuove soluzioni comunicative, all’internazionalizzazione. In allegato il programma.

L’Archivio della Consulta nazionale delle aggregazioni ecclesiali

È finalmente consultabile presso l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI l’Archivio della Consulta nazionale delle aggregazioni ecclesiali (Cnal). L’ingente fondo, che è stato presentato nel corso dell’Assemblea dell’organismo, durante il convegno Il laicato nella Chiesa italiana dal Concilio a papa Francesco, svoltosi a Roma il 9 giugno, consta di 1.099 fascicoli contenuti in 196 buste, per un totale di 17 metri lineari. L’Archivio, costituito nel 1960, conserva la documentazione statutaria e regolamentativa delle varie opere aderenti, oltre a periodici e pubblicazioni da essa promosse, e nel tempo è arrivato a riflettere il complesso di relazioni e di attività promosse dall’organismo.

Carlo Carlevaris

La Chiesa torinese e il movimento operaio hanno perso don Carlo Carlevaris, uno dei suoi maggiori testimoni nella seconda metà del secolo scorso e in questo scorcio del nuovo. Carlevaris aveva festeggiato i suoi 90 anni a fine aprile 2016 a Cascina Penseglio. Era il prete che aveva imparato cos’era il mondo operaio dalla frequentazione della fabbrica come cappellano del lavoro, arrivando a condividerne la vita. Perciò scelse con tanti altri preti suoi confratelli l’esperienza dei “preti operai”, che praticò con la discrezione del lavoratore laico. In questo senso, divenne anche rappresentante sindacale e per breve tempo fu anche componente della segreteria provinciale della Fim-Cisl torinese. Fu un educatore di giovani lavoratori, importando dall’esperienza franco-belga il movimento della Gioc  (Gioventù operaia cristiana), che permise ai giovani cattolici di immergersi maggiormente nel mondo sociale.