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Centro sportivo italiano, 1943-1993 (Csi)

Versione stampabile
Centro sportivo italiano, 1943-1993 (Csi)
Consistenza
buste 1005, fascc. 4006 (ml 80,5)
224 scatole di periodici
 
Soggetto produttore
Centro sportivo italiano
 
Storia istituzionale
Il 5 gennaio 1944 la Direzione generale dell’Azione cattolica italiana approva l’iniziativa di Luigi Gedda, presidente della Gioventù italiana di Azione cattolica, di appoggiare la costituzione di un organismo specializzato per lo sport, con la denominazione di Centro sportivo italiano. Pur riallacciandosi alla tradizione della Federazione associazioni sportive cattoliche italiane, sciolta dal fascismo nel 1927, la nuova organizzazione, come indica anche la denominazione assunta, non si limita a sostenere le associazioni sportive di matrice cattolica, ma persegue un’apertura apostolica indirizzata a tutta la gioventù italiana. Dopo la redazione di una bozza, nell’autunno successivo è approvato il nuovo Statuto del Csi che, come opera della Giac, si propone esplicitamente lo «scopo di disciplinare, coordinare e sviluppare le attività sportive ed escursionistiche, guardando ad esse con spirito cristiano». Alla presidenza è designato Gedda, che rimarrà in carica fino al 1960, mentre consulente ecclesiastico è nominato l’assistente della Giac, Federico Sargolini, che svolgerà il proprio servizio fino al 1950.
Il 15 novembre 1944 il Csi ottiene il riconoscimento del Comitato olimpico nazionale italiano. Nel 1945, sotto una nuova veste, torna ad uscire l’antica testata della Fasci, «Stadium», con periodicità mensile. Al termine del I Congresso nazionale, celebrato nel 1946, è presentata la «Carta dello sport», che ha come punto cardine la difesa del principio dell’indipendenza del libero associazionismo. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta, il Csi, anche per il progressivo allargamento degli ambiti di interesse, conosce un intenso sviluppo organizzativo, fortemente legato alla crescita della Giac. Significativa è la promozione dei campionati studenteschi, per diffondere la pratica sportiva nelle scuole italiane.
Al Congresso del decennale, festeggiato a Roma nell’ottobre del 1955, il Csi conta 17 comitati regionali, 92 comitati provinciali, 60 comitati zonali, 3.000 società sportive, con circa 80.000 tesserati. Come figura di rilievo a livello dirigenziale si impone Aldo Notario, vice-presidente dal 1951 al 1965, che poi assume la presidenza nazionale fino al 1990. Alla fine degli anni Sessanta, in parallelo alla Federazione attività ricreative italiane, il Csi matura progressivamente una riflessione critica sulla natura organizzativa e conseguentemente sul significato dello sport come fattore educativo e sociale. Questo processo conduce il Csi a mutare profondamente la struttura e la proposta educativa, pur restando nel solco dell’ispirazione cristiana.
Dal 20 al 23 maggio del 1971, a Pesaro, vengono indetti i congressi straordinari della Fari e del Csi per la riforma dei rispettivi statuti. Nella seduta unitaria, in apertura dei rispettivi congressi, le due presidenze nazionali propongono ai rispettivi delegati un documento di unificazione delle organizzazioni in una associazione autonoma dall’Ac, che non sia la somma delle due precedenti. Il documento di unificazione è approvato immediatamente, pur in presenza di alcune riserve. In esso si afferma: «Il Csi e la Fari [...] intendono esprimere la volontà di unificare le proprie esperienze proponendosi insieme come nuova associazione, aperta ai giovani ed alle giovani, dove il modo di vita è caratterizzato dal fatto che le componenti maschili e femminili sono insieme presenti, partecipi e responsabili della vita associativa a tutti i livelli, cogliendo anche, con questa scelta, una delle sollecitazioni sociologiche giovanili più evidenti che nasce dalla tendenza dei giovani a sperimentare in gruppo, ragazzi e ragazze insieme, momenti significativi della loro esistenza». Il testo specifica anche: «Per realizzare ciò il Csi e la Fari, attraverso l’atto politico dell’unificazione dei loro organismi attuali, s’impegnano: a rendere concreta ed effettiva la partecipazione di tutte le componenti alle scelte educative, organizzative, tecniche, politiche della nuova associazione; ad approfondire costantemente contenuti e metodi dell’attività sportiva – da trasformare in tutte le strutture dell’associazione – a misura delle specifiche esigenze psicofisiche e di maturazione educativa dei giovani e delle giovani».
La nuova associazione, che mantiene la denominazione di Centro sportivo italiano, passa dall’essere istituzione cristiana a istituzione di ispirazione cristiana. Con il Congresso costitutivo e la seguente assise, che si tiene a Roma dal 27 al 30 maggio 1976, si precisa la peculiare dimensione associativa, che si fonda sui presupposti del personalismo comunitario. In essa, la vita comunitaria di base è assunta come fondamento dell’associazione e l’adozione di un sistema profondamente democratico si concretizza in metodi di gestione fondati sulla partecipazione diretta. Lo sport è uno strumento posto al servizio della persona e della collettività e, pertanto, il Csi si costituisce come movimento per la valorizzazione, la diffusione e la realizzazione di una pratica sportiva sociale e, quindi, non elitaria. Il progetto è quello di realizzare uno sport per tutti e di tutti. Il dettato statutario risulta così particolarmente innovativo non solo rispetto a quello sportivo, ma all’associazionismo giovanile italiano. In particolare, in esso si afferma: «Il Csi promuove un movimento sportivo giovanile che vive l’esperienza dello sport come momento di educazione, di maturazione umana e di impegno, in una visione ispirata alla concezione cristiana dell’uomo e della realtà. Realizza tali fini attraverso proprie strutture associative, a fondamento delle quali è la società sportiva che costituisce la fonte dell’indirizzo sociale e della verifica democratica dell’Associazione. Il Csi, perseguendo in modo unitario le proprie scelte educative, tecniche ed associative, sviluppa e garantisce l’attività e la rappresentanza maschile e femminile a tutti i livelli dell’organizzazione. Il Csi è un ente di propaganda e promozione sportiva: organizza servizi e attività in sede locale, provinciale, regionale e nazionale. Nella realizzazione dei propri fini collabora con la famiglia e le strutture educative e sociali ed opera affinché lo sport sia riconosciuto come diritto sociale e vengano istituiti i servizi pubblici relativi».
A partire dal 1972 l’associazione, in conformità con lo spirito e la lettera del suo statuto, adotta modifiche sostanziali alle sue attività, abbattendo le modalità che dividono agonismo, promozione, formazione, ricreazione, servizio sociale. Attraverso queste scelte, si è teso a inserire lo sport nel cuore della società civile.
Negli anni Ottanta, il Csi, che gestisce un ingente patrimonio di esperienze e strutture, consolida le intuizioni della «rinascita». Forte impatto ha il giubileo dello sportivo, promosso nell’anno santo 2000, al quale segue la Conferenza nazionale sul ruolo sociale dello sport, organizzata a Roma l’11 maggio 2002, sul tema «Dall’Italia che fa sport allo sport che fa l’Italia».
 
Storia archivistica
L’archivio è stato costituito nel 1975, raccogliendo il materiale dislocato nei diversi uffici della sede nazionale del Csi a Roma. L’operazione ha portato al recupero parziale della documentazione prodotta dagli uffici centrali dell’associazione. Il materiale è stato organizzato in varie sezioni, modellate sull’organizzazione dell’ente. L’archivio così strutturato è stato trasferito in Istituto nel 1989. Nel 2015 il Csi ha incaricato l’Isacem del lavoro di riordino e descrizione dell’archivio, che si è chiuso nel 2017.
 
Modalità di acquisizione      
Deposito. Nel 2015 è stata stipulata una convenzione.
 
Ordinamento e struttura
Il fondo si struttura in otto serie, sedici sottoserie e un’appendice, così definite:
serie 1. Organismi statutari, 1943-1991 (601 fascc., 101 b.)
     sottoserie 1.1. Congressi, 1949-1989
     sottoserie 1.2. Consiglio direttivo nazionale, 1943-1991
     sottoserie 1.3 Presidenza nazionale, 1951-1986
            sottosottoserie 1.3.1. Segreteria generale
            sottosottoserie 1.3.2. Direzione tecnica
     sottoserie 1.4. Probiviri, 1972-1988
     sottoserie 1.5. Consulenti ecclesiastici, 1954-1991
     sottoserie 1.6. Livello regionale e provinciale, 1945-1991
serie 2. Attività nazionali e internazionali, 1945-1991 (836 fascc., 131 bb.)
serie 3. Rapporti con Comitati zonali e provinciali, 1947-1992 (1587 fascc., 507 bb.)
serie 4. Rapporti con Comitati regionali, 1951-1993 (360 fascc., 109 bb.)
serie 5. Circolari, 1944-1993 (102 fascc., 21 bb.)
serie 6. Dati statistici, 1954-1992 (69 fascc., 18 bb.)
serie 7. Affiliazioni, 1972-1991 (322 fascc., 107 bb.)
serie 8. Ficep, 1966-1991 (129 fascc., 11 bb.)
     sottoserie 8.1. Assemblee generali, 1966-1991
     sottoserie 8.2. Bureau, 1969-1990
     sottoserie 8.3. Presidenza, 1986-1990
     sottoserie 8.4. Commissione tecnica, 1969-1989
     sottoserie 8.5. Commissione preti e laici, 1972-1975
     sottoserie 8.6. Commissione amministrativa, 1972-1988
     sottoserie 8.7. Gruppo di lavoro sui problemi giovanili, 1972-1991
     sottoserie 8.8. Commissione sportiva, 1975-1991
     sottoserie 8.9. Commissione animazione pastorale, 1975-1988
     sottoserie 8.10. Gruppo di lavoro per la revisione dello statuto, 1975-1976
appendice. Periodici dei Consigli provinciali, zonali e regionali, 1959-1994
 
Strumenti archivistici
Inventario a cura di Cristina Giacomi, corredato da indice dei nomi di persona, di luogo e di ente; la schedatura è stata effettuata con l'ausilio del software Archimista.
 
Consultabilità
Il fondo è liberamente consultabile, previa autorizzazione del direttore dell’Istituto, salve le limitazioni previste dalla legislazione per la tutela del diritto alla riservatezza e all'identità personale.
 
Bibliografia
Paolo Andreoli, Associazionismo sportivo e ricreativo cattolico, in Dizionario storico del movimento cattolico in Italia, diretto da F. Traniello, G. Campanini, vol. I/2, I fatti e le idee, Marietti, Casale Monferrato (AL) 1981, pp. 176-180; 1906-2006.
Cent’anni di storia nella realtà dello sport italiano. Dalla Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane al Centro Sportivo Italiano, Centro Sportivo Italiano, Roma 2006.
Ernesto Preziosi (a cura di), Gedda e lo sport. Il Centro sportivo italiano: un contributo alla storia dell’educazione in Italia, La Meridiana, Molfetta (BA) 2011.
 
 
L'Archivio è stato presentato nel corso del Seminario tenutosi alla Lumsa il 15 maggio 2018 su Gli archivi dello sport per la storia contemporanea.