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Gioventù italiana di Azione cattolica, 1868-1970 (Giac)

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Gioventù italiana di Azione cattolica, 1868-1970 (Giac)
 
Consistenza
buste 1696 (ml 153)
 
Soggetto produttore
Gioventù italiana di Azione cattolica. Presidenza centrale
 
Storia istituzionale
La Società della Gioventù cattolica italiana (Sgci), primo nucleo, maschile, di quella che sarà poi l’Azione cattolica italiana, viene fondata a Bologna da Mario Fani e da Giovanni Acquaderni nel settembre del 1867, e riceve l’approvazione di Pio IX il 2 maggio 1868 con il breve Dum filii Belial. Nasce come associazione di difesa dei diritti della S. Sede nei primi anni della questione romana e di un clima largamente anticlericale, ma anche come nuova forma di laicato cattolico che va oltre la pratica religiosa delle antiche confraternite.
Nel 1874 dà vita all’Opera dei congressi, a testimonianza anche di una nuova sensibilità sociale, come organismo di coordinamento di tutti i comitati e le opere cattoliche nel campo della mutualità. Mentre nell’Opera dei congressi si svilupperanno le polemiche tra gli intransigenti e i democratici cristiani, che porteranno l’Opera allo scioglimento (1904), la Società della gioventù continuerà nel suo carattere formativo-religioso e sarà accanto ai nuovi organismi nella riforma del movimento cattolico voluta da Pio X con l’enciclica Il Fermo proposito (1905). La Gioventù cattolica prosegue una sua evoluzione statutaria quasi autonoma, ma con la riforma di Pio XI nel 1922 si deve coordinare con la nuova organizzazione dell’Azione cattolica centralizzata.
Dopo i fatti del 1931 con la chiusura dei circoli giovanili e gli accordi del settembre col regime fascista, anche la Società della gioventù cattolica, come tutti gli altri rami di Ac, deve indicare nel nome l’appartenenza all’Ac, e prende il nome di Gioventù italiana di Azione cattolica (Giac). In quegli stessi anni l’associazione fonda la casa editrice Ave e pubblica tutta una gamma di sussidi formativi che si aggiungono ai periodici «Gioventù italica», «L’Aspirante», «Gioventù nova» ecc.
Dopo la guerra, anche dalle fila della Giac vari dirigenti entrano a far parte della nuova classe politica nella Democrazia cristiana. Sul piano associativo sono gli anni di grande impegno e successi organizzativi, coi presidenti Carlo Carretto e Mario Vittorio Rossi, ma anche di vivaci discussioni sulla linea di Luigi Gedda, prima vice-presidente e poi, dal 1952, presidente generale dell’Ac, che espone l’associazione sul piano politico.
La stagione del Concilio cambia il volto del laicato cattolico e anche nell’Aci si avverte la necessità di una radicale riforma statutaria. Con l’Unificazione dell’Aci nel 1969, la Giac confluisce assieme alla Gioventù femminile nel Settore giovani e nell’Azione cattolica dei ragazzi.
 
Storia archivistica
Il fondo archivistico della Giac ha subito meno traversie rispetto a quelli di altri rami di Aci. Ma soprattutto non ha dovuto soffrire un periodo di abbandono in seguito all’unificazione dei rami dell’Azione cattolica (1969). Già negli anni ’60 la presidenza ha provveduto ad un primo riordino, seguito negli anni ’70 da un inventario sommario. Al momento del versamento in Istituto, il materiale è stato ricondizionato e descritto in un elenco provvisorio.
 
Modalità di acquisizione       
Il fondo è di proprietà dell’Istituto Paolo VI, dopo il trasferimento istituzionale del 1978.
 
Ordinamento e struttura
Il fondo si struttura in otto principali serie, così definite:
serie 1. Organi direttivi (Consiglio superiore e Presidenza centrale).
serie 2. Sezioni e opere.
serie 3. Rapporti con la presidenza generale, rami e movimenti Aci.
serie 4. Rapporti con autorità politiche.
serie 5. Rapporti con le diocesi e regioni.
serie 6. Statistiche del tesseramento.
serie 7. Attività generali.
serie 8. Raccolta di circolari e ciclostilati.
 
Strumenti archivistici
Inventario analitico solo per alcune serie; le attività generali e la raccolta di circolari e ciclostilati sono ordinate cronologicamente.
 
Consultabilità
Il fondo è liberamente consultabile, previa autorizzazione del direttore dell’Istituto, salve le limitazioni previste dalla legislazione per la tutela del diritto alla riservatezza e all’identità personale.
 
Bibliografia
Lorenzo Bedeschi, Le origini della Gioventù cattolica, Cappelli, Bologna 1959.
Luciano Osbat, La Società della Gioventù cattolica tra l’impresa libica e la prima guerra mondiale attraverso le carte del Consiglio superiore, in «Rivista di studi salernitani», 2 (1970), 5, pp. 195-235.
Luciano Osbat, Francesco Piva (a cura di), La "Gioventù cattolica" dopo l’Unità 1868-1968, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1972.
Liliana Ferrari, La Gioventù cattolica italiana nella seconda fase della presidenza Pericoli (1910-1922), in «Rivista di storia e letteratura religiosa», 29 (1993), 2, pp. 533-589.