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Carlo Carretto, 1907-2008

Versione stampabile
Carlo Carretto, 1907-2008
 
Consistenza
buste 37 (ml 3)
 
Soggetto produttore
Carretto, Carlo
 
Altro soggetto produttore
Famiglia Carretto
 
Biografia
Nato ad Alessandria il 2 aprile 1910, Carlo Carretto cresce in una famiglia animata da una solida religiosità. Dopo aver conseguito la laurea alla Facoltà di Filosofia e pedagogia dell’Università di Torino, prosegue nell’insegnamento alle scuole elementari, che ha iniziato nel corso degli studi. Nel capoluogo piemontese, vive l’esperienza di un oratorio salesiano, entrando poi nell’Azione cattolica su invito di Luigi Gedda. Nel 1933 Carretto è nominato delegato per la stampa della Gioventù italiana di Azione cattolica di Torino, quindi nel 1936 ne assume la vice-presidenza, per poi essere designato alla guida dell’associazione locale nel 1937. A partire dal 1936, è anche cooptato nel Consiglio superiore della Giac.
Nel 1940, dopo aver vinto il concorso per direttore didattico, è assegnato alla sede di Bono, in Sardegna. In seguito a contrasti con gli esponenti locali del regime fascista, è inviato come confinato a Isili e poi rimandato in Piemonte, dove può riprendere la professione, fino alla radiazione dall’albo per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica sociale italiana. Con l'avvento della Repubblica di Salò, è incaricato di reggere le fila della Giac del Nord-Italia.
Alla fine della guerra, Carretto è chiamato da Gedda a Roma, per organizzare l'Associazione nazionale maestri cattolici. Nel 1946 è, quindi, nominato presidente centrale della Giac. Appassionato sostenitore di un apostolato esigente, aperto alle istanze sociali di un paese cha attende anche una ricostruzione morale del suo tessuto più intimo, Carretto risponde alla “grande chiamata”, come egli la definisce, spendendosi per la promozione del laicato nella vita della Chiesa e della società. Negli anni della presidenza della Giac, diviene un punto di riferimento autorevole nell’Azione cattolica, girando in lungo e in largo la nazione per tenere conferenze, discorsi e comizi. Alla sua iniziativa si debbono anche la fondazione della Gioventù rurale, come specializzazione orizzontale della Giac, del Centro turistico giovanile, come opera dipendente dell’Azione cattolica, e del Bureau international de la juenesse catholique, di cui diviene prima vice-presidente e poi presidente, come forma di collegamento tra le associazioni giovanili di Azione cattolica di tutto il mondo. Nel 1952, in seguito alla diversità di vedute sulle forme d’apostolato ma anche di impegno politico del mondo cattolico propugnate da Gedda, è indotto a dimettersi dall’incarico, iniziando una laboriosa e sofferta ricerca personale che lo porta alla scelta di entrare nella congregazione religiosa dei Piccoli fratelli di Gesù ispirata al carisma di Charles de Foucauld.
Nel 1954 parte per l'Algeria, dove entra nel noviziato di El Abiodh, conducendo una vita eremitica nel Sahara, all’insegna di una profonda esperienza di vita interiore, nel silenzio e nel lavoro, testimoniata in un volume successivo di straordinario successo: Lettere dal deserto. La stessa esperienza alimenta anche tutta la sua vita successiva, affinata dalle acquisizioni del Concilio Vaticano II, di cui coglie subito la portata. Nel 1965 approda a Spello, per iniziare una nuova Fraternità di preghiera, che si apre all'accoglienza di quanti – credenti e non – desiderano trascorrere un periodo di riflessione e di ricerca, vissuto nella preghiera, nel lavoro manuale e nello scambio di esperienze. Al convento in cui la Fraternità risiede, si aggiungono diverse case di campagna sparse sul monte Subasio, che sono trasformate in eremitaggi, per accogliere il numero crescente soprattutto di giovani che negli anni del post-concilio cercano un’esperienza forte di vita spirituale.
Carretto si inserisce, con interventi e prese di posizione, nei fermenti che animano la Chiesa italiana negli anni del post-concilio. In particolare, nel 1974, alla vigilia del referendum sul divorzio, censura – come lo definisce – il clima da «crociate» che si è acceso, preannunciando il suo voto contrario all’abrogazione della legge, in quanto non ritiene possibile, in coscienza, imporre per legge l’indissolubilità del matrimonio «come fatto religioso».
Durante questa stagione, Carretto continua la sua attività di scrittore, iniziata negli anni giovanili in Azione cattolica, quando ha dato alle stampe, tra le altre fatiche editoriali, Incontro al domani (1943), La grande chiamata (1947), Verrai anche tu (1948) e soprattutto Famiglia, piccola Chiesa (1949), tutti pubblicati dall’Ave. Tra i volumi che escono, incontrando le attese di milioni di lettori di tutto il mondo per le diverse traduzioni promosse, si segnalano: Il deserto nella città (1978), L’utopia che ha il potere di salvarti (1979), Beata tu che hai creduto (1980), Ho cercato e ho trovato (1983), Perché Signore? (1985), Un cammino senza fine (1986), E Dio vide che era cosa buona (1988). Carretto muore nel suo eremo di San Girolamo, a Spello, il 4 ottobre 1988, festa di san Francesco d'Assisi, del quale è stato appassionato biografo.
 
Storia archivistica
Il fondo è il risultato di una stratificazione complessa. Alla morte di Carlo Carretto, le sue carte presenti nel convento di San Girolamo a Spello, dove ha risieduto quasi ininterrottamente dal 1965, sono state affidate a Gian Carlo Sibilia, priore dei Piccoli fratelli di Jesus Caritas, e trasportate all’abbazia di Sassovivo, dove si era stabilita la fraternità. Il nucleo originario è stato successivamente arricchito da una donazione della sorella Liliana Carretto, la quale, oltre a depositarvi parte delle proprie carte, ha versato il materiale documentario di Carlo, che era rimasto nell’abitazione romana dove aveva risieduto durante il periodo di impegno nell’Azione cattolica. Contestualmente si sono aggiunti, in copia o in originale, altri documenti, perlopiù lettere, che amici e conoscenti di Carretto hanno provveduto a donare. Il fondo è stato ulteriormente integrato con la documentazione raccolta da Gian Carlo Sibilia in vista di una ricerca su Carretto. In seguito a queste donazioni, si è tentato di dare un primo e parziale ordine al materiale raccolto, sulla base di un criterio funzionale alle ricerche interne, che ha modificato l’organizzazione originaria, peraltro solamente abbozzata. Le carte di Carlo Carretto sono pervenute all’Istituto Paolo VI, prive di strumenti di corredo, nel 2011, per essere riordinate e descritte. Un gruppo di buste riportava varie indicazioni sui dorsi, mentre per la restante parte il materiale era contenuto in scatoloni, senza ordine. Si è, pertanto, provveduto a individuare una possibile strutturazione in serie, che restituisse un ordine logico, tenendo conto delle numerose integrazioni delle carte, senza poter risalire alla sedimentazione originaria. Accanto al fondo Carlo Carretto, è stato costituito un piccolo fondo aggregato della famiglia Carretto. Al termine dei lavori, la documentazione è stata riconsegnata ai Piccoli fratelli di Jesus Caritas e riprodotta in copia per essere conservata in Istituto.
 
Modalità di acquisizione
Donazione in copia (2012).
 
Ordinamento e struttura
Il fondo Carlo Carretto si struttura in nove serie e cinque sottoserie, così definite:
serie 1. Documentazione personale, 1910-1992 (1 b.)           
serie 2. Azione cattolica italiana, 1929-1956 (3 bb.)
serie 3. Piccoli fratelli di Charles de Foucauld, 1954-1988 (6 bb.)
serie 4. Libri, 1943-1988 (3 bb.)
serie 5. Rapporti con le case editrici, 1964-1999 (5 bb.)
serie 6. Scritti, 1933-1986 (4 bb.)
serie 7. Corrispondenza, 1939-1989 (3 bb.)
serie 8. Memoria di Carretto, 1988-2008 (6 bb.)
     sottoserie 1. Corrispondenza, 1988-1999 (1 b.)
     sottoserie 2. Articoli, 1988-2008 (1 b.)
     sottoserie 3. Testimonianze, 1988-2004 (1 b.)
     sottoserie 4. Convegni, 1988-2008 (1 b.)
     sottoserie 5. Libri, 1989-1998 (2 bb.)
serie 9. Raccolta di periodici, 1933-1966 (3 bb.)
 
Il fondo aggregato Famiglia Carretto (3 bb.) si struttura in cinque serie, così definite:
serie 1. Dolcidia Carretto, 1914-1986
serie 2. Emerenziana Carretto, 1920-1999
serie 3. Liliana Carretto e Mario Turchi, 1930-2002
serie 4. Luigi Carretto e Maria Rovea, 1907-1971
serie 5. Pietro Carretto, 1918-1988
 
Strumenti archivistici
Inventario analitico a cura di Simona Ferrantin e Cristina Giacomi, corredato da indice generale dei nomi di persona, di luogo e di ente; la schedatura è stata effettuata con l'ausilio del software Sesamo.
 
Consultabilità
Il fondo è liberamente consultabile, previa autorizzazione del direttore dell’Istituto, salve le limitazioni previste dalla legislazione per la tutela del diritto alla riservatezza e all’identità personale.
 
Bibliografia
Carlo Carretto, Innamorato di Dio. Autobiografia, a cura di Gian Carlo Sibilia, Cittadella, Assisi 1997.
Valerio De Cesaris (a cura di), Carlo Carretto nella Chiesa del Novecento, Cittadella, Assisi 2009.
Gianni Di Santo, Carlo Carretto. Il profeta di Spello, San Paolo, Cinisello Balsamo 2010.