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Antonio Zama, 1924-1997

Versione stampabile
Antonio Zama, 1924-1997
 
Consistenza
buste 21, fascc. 146 (ml 1,9)
 
Soggetto produttore
Zama, Antonio
 
Biografia
Antonio Zama nasce a Napoli il 19 gennaio del 1917 da Alfredo e Annita Custo. Nel 1928 entra nella Scuola apostolica di Napoli, avviandosi nel cammino che lo avrebbe portato, dopo aver frequentato dal 1936 il Seminario maggiore, al sacerdozio. Ordinato il 16 giugno 1940, Zama viene nominato cappellano universitario dall’arcivescovo di Napoli, Alessio Ascalesi, il quale poi il 15 novembre 1945 lo designa anche assistente della Fuci maschile di Napoli.
Dopo aver collaborato con il Collegio degli assistenti centrali fucini, impegnandosi soprattutto per il radicamento dell’associazione nei centri del Mezzogiorno, il 31 dicembre 1949 Zama è nominato da Pio XII vice-assistente nazionale della Fuci, venendo poi riconfermato fino al 1964. Nella lunga stagione del suo assistentato, si trova in sintonia soprattutto con don Franco Costa, prima vice-assistente e poi dal 1955 assistente centrale, per consolidare la tradizione del modello formativo fucino, sia sul versante dell’attenzione alla futura “classe dirigente”, sia su quello più specificamente religioso, che contribuisce ad arricchire attraverso la sua sensibilità biblica e liturgica. Nel gennaio del 1964, Zama è nominato assistente ecclesiastico centrale della Fuci, rafforzando le linee del suo impegno per la formazione degli universitari cattolici alla luce della prima ricezione del Concilio Vaticano II.
Del 24 ottobre 1967 è la nomina a vescovo ausiliare di Napoli, e riceve la consacrazione, come titolare della sede di Blanda, l’8 dicembre successivo. Nominato dall’arcivescovo Corrado Ursi pro-vicario e, quindi, nel luglio 1970 vicario generale, Zama, oltre all’attenzione per il laicato associato, si occupa particolarmente, nella stagione effervescente del post-concilio, della pastorale sociale e del lavoro, dei fenomeni del disagio sociale, della condizione giovanile, del rilancio della stampa, delle problematiche della famiglia. Contestualmente viene coinvolto negli organismi collegiali della Conferenza episcopale italiana, e chiamato a far parte nel luglio 1968 dell’apposito comitato di vescovi che ha il compito di «assistere l’Università Cattolica del sacro cuore nel momento delicato del suo rinnovamento statutario».
Sempre nel 1968, come membro eletto, entra nella Commissione di appello per la revisione dei confini delle diocesi italiane, esaminando gli spinosi ricorsi relativi al piano di riordinamento delle diocesi campane. Nel novembre 1970, è tra i membri del Comitato per la revisione dello Statuto della Cei, e nel 1972 membro della Commissione per il laicato, che poi presiederà dal maggio 1976 al maggio 1979. In questa veste partecipa anche alle riunioni del Consiglio permanente della Cei. La materia dell’associazionismo laicale, in quegli anni, è particolarmente delicata per le problematiche aperte dal riconoscimento dei nuovi movimenti e per l’insorgere dei fenomeni contestativi. In questo settore, Zama regge anche la presidenza della Commissione per l’Apostolato dei laici della Conferenza episcopale campana, dall’ottobre 1970 al gennaio 1977.
In quell’anno, egli è designato a reggere le diocesi di Sorrento e di Castellammare di Stabia, unite in persona episcopi, facendo l’ingresso solenne in due successive domeniche (13 e 20 ottobre 1977). Affinando il metodo basato sulla triade «analisi, verifica, programmazione», Zama convoca la comunità cristiana nelle settimane pastorali di inizio anno per avviare un coinvolgimento più ampio nel governo delle due chiese locali. Tra le attenzioni pastorali che lo animano, vanno segnalate il recupero delle radici bibliche e liturgiche della vita cristiana, la promozione del laicato e la sensibilità per il mondo del lavoro. In base al decreto della Congregazione per i vescovi del 30 settembre 1986, l’arcidiocesi di Sorrento e la diocesi di Castellammare di Stabia sono accorpate in un’unica entità diocesana. Zama si trova, quindi, ad affrontare le non semplici problematiche legate all’unificazione delle due diocesi. Mentre si trova ad affrontare le tensioni innescate da questo processo, il 7 luglio 1988 muore a Sorrento.
 
Storia archivistica
Le carte di Antonio Zama sono state donate all'Istituto Paolo VI in due distinti versamenti, a cinque anni l'uno dall'altro: nell'aprile del 2001 il primo, di 12 faldoni, e nel gennaio del 2006 il secondo, di tre raccoglitori ed altro materiale allegato.
La documentazione del primo versamento proveniva dalla casa napoletana di Zama ed era stata affidata da Sabatino Rizzo, Maria Rosaria Gambuli e Franco Casavola al direttore della Casa editrice D'Auria, Gianni Macchiavelli, per un primo ordinamento delle carte. Risale a questo intervento l'organizzazione data ai materiali, così come sono giunti all'Istituto, intervento che però non è stato accompagnato dalla redazione di strumenti di corredo né dalla impostazione di fascicoli. In assenza di un elenco di versamento, questo primo ordinamento veniva dedotto esclusivamente dalle segnature apposte sul dorso delle 12 buste, così indicate: fotografie (1 b.); disposizioni e comunicazioni ecclesiastiche (1 b.); nomine, corrispondenza privata, documenti personali (1 b.); telegrammi e messaggi per le nomine (1 b.); Conferenza Episcopale Campana (1 b.); Conferenza Episcopale Italiana (3 bb.); scritti, studi, corsi universitari (2 bb.); agende (1 b.); Università Cattolica - CEI (1 b.). 
La 'seconda fase' della donazione invece, curata da Sabatino Rizzo, comprendeva sia ulteriore documentazione, rimasta inizialmente separata ma proveniente dalla stessa casa di Antonio Zama, che altre carte raccolte tra ex fucini (Pasquale Saraceno in particolare). Questo materiale era stato diviso per argomenti, numerato, descritto in un elenco analitico e sistemato in tre raccoglitori, depositati in Istituto insieme ad altre carte dell'Azione Cattolica di Napoli.
Una prima ricognizione generale ha lasciato subito intendere come non si fosse mantenuta alcuna traccia di una sedimentazione naturale delle carte: non solo, evidentemente, nel materiale arrivato per ultimo, ma anche in quello consegnato precedentemente. L'assenza pressoché totale di fascicoli originali e una divisione in serie fatta essenzialmente in base all'argomento hanno rivelato fin da principio un ordinamento che non poteva certo rispecchiare quello originario (ammesso che ve ne fosse uno di rilevanza archivistica al momento del recupero dei documenti). 
Altro dato emerso subito con altrettanta evidenza è la scarsità delle carte prodotte da Zama. Risulta davvero insolito che un fondo personale, di chi tra l'altro ha partecipato con tanta intensità alle vicende religiose e civili dello scorso secolo, offra tale esiguità di documentazione, pur considerando come indispensabile riferimento per l'insieme del corpus documentario di Antonio Zama le carte esistenti presso gli archivi delle istituzioni in cui ha operato.
 
Modalità di acquisizione
Donazione (2001-2006).
 
Contenuto
Il fondo archivistico copre, in maniera diseguale, un arco cronologico che va dal 1924 al 1997; la consistenza maggiore va dagli anni '60 al 1977. La documentazione che riguarda il periodo 1977-1988, gli anni trascorsi come arcivescovo di Sorrento e vescovo di Castellammare di Stabia, è quasi del tutto assente. A spostare il limite cronologico di quasi un decennio dopo la morte (1988) è una raccolta di scritti su Zama, che si è ritenuto opportuno mantenere come parte integrante del corpus archivistico.
La prima Serie Carte personali (1924-1974; 27 fascc. in 5 bb.) raccoglie pagelle scolastiche, lettere di incarichi ricevuti, corrispondenza, agende personali, telegrammi e messaggi augurali. 
La seconda Serie Corsi universitari e insegnamento (1942-1967; 20 fascc., in 3 bb.) è inerente all'attività di docente. La documentazione è costituita da molti appunti, schemi sui corsi, tesine e tesi di laurea con commenti e note di Zama, corrispondenza e lettere di incarico per i singoli anni accademici.
La terza Serie Azione cattolica italiana (1947-1975; 12 fascc., in 1 b.) è composta da documenti riguardanti la FUCI, con programmi, contributi per vari incontri, qualche pubblicazione e poca corrispondenza. Si tratta di carte raccolte più che prodotte da Zama, ma vi sono anche alcuni schemi e appunti autografi. Sono inoltre presenti carte relative a due incarichi di Zama sempre nell'Azione Cattolica: come delegato arcivescovile e assistente ecclesiastico diocesano (1958-1964), e ancora come assistente diocesano (1973-1976). 
L'ultimo fascicolo (il 12), sempre riguardante la FUCI, contiene materiale appartenuto a Pasquale Saraceno, che fu presidente del circolo fucino di Napoli nei primi anni Cinquanta: si tratta comunque di documentazione di interesse per la serie, quindi è stata mantenuta in coda come fondo aggregato.
Articolata in quattro sottoserie, la quarta Serie Ausiliare a Napoli (1967-1977) è la più consistente del fondo: 77 fascicoli (in bb. 10); risulta comunque evidente la preponderanza nei fascicoli di materiale ciclostilato, inviato in preparazione di assemblee e incontri, mentre di Zama si trova una modesta presenza di schemi e appunti. 
La prima delle quattro sottoserie riguarda la Pastorale a Napoli (1967-1977), con il cerimoniale della consacrazione episcopale di Zama, promemoria per incontri, poca corrispondenza e vari opuscoli, da cui si coglie la costante attenzione di Zama per l'insegnamento e l'educazione dei ragazzi. 
Per la seconda sottoserie Conferenza Episcopale Italiana (1967-1977; fascc. 39) si tratta quasi esclusivamente di materiale ciclostilato relativo alle assemblee generali della CEI: convocazioni, ordini del giorno, programmi, elenchi di gruppi di studio, relazioni e presentazioni di progetti, attività e proposte delle singole Commissioni. Si segnalano inoltre alcune note sulla preparazione del nuovo catechismo (1969), un carteggio su contrasti tra la CEI e le ACLI nel 1970, e i ciclostilati per i consigli permanenti del 1974-1975. 
La terza sottoserie Conferenza Episcopale Campana (1967-1977; fascc. 21, in bb. 2) è composta da materiali in gran parte ciclostilati e relativi a numerose sessioni della CEC, tenutesi in prevalenza a Napoli.
L'ultima sottoserie Comitato Episcopale per l'Università Cattolica (1967-1974; fascc. 13, in 2 bb.) presenta il dibattito sulla situazione e i problemi dell'Università Cattolica, con contributi e osservazioni per la riforma dello statuto (1968) e documentazione relativa a riunioni del Comitato, oltre ad alcuni appunti e promemoria autografi di Zama.
Nella quinta serie Scritti di e su Antonio Zama (1957-1997; fascc. 10, in 2 bb.) il nucleo principale della documentazione, costituito da scritti di Zama, riguarda in realtà il periodo 1957-1965, ma gli estremi cronologici sono condizionati dalle carte raccolte nell'ultimo fascicolo, con commemorazioni e contributi pubblicati dopo la sua morte.
Il fondo ha una consistenza di fascc. 146 (condizionati in 21 faldoni).
 
Ordinamento e struttura
Il fondo si struttura attualmente in cinque serie e quattro sottoserie, così definite:
serie 1. Carte personali, 1924-1974 (5 bb.)    
serie 2. Corsi universitari e insegnamento, 1942-1967 (3 bb.)
serie 3. Azione Cattolica Italiana, 1947-1975 (1 b.)
serie 4. Ausiliare a Napoli, 1967-1977 (10 bb.)
     sottoserie 1. Pastorale a Napoli, 1967-1977 (1 b.)
     sottoserie 2. Conferenza Episcopale Italiana, 1967-1977 (5 bb.)
     sottoserie 3. Conferenza Episcopale Campana, 1967-1977 (2 bb.)
     sottoserie 4. Comitato Episcopale per l'Università Cattolica, 1967-1974 (2 bb.)
serie 5. Scritti di e su Antonio Zama, 1957-1997 (2 bb.)
Per quel che riguarda le fotografie, che andranno a costituire un'ulteriore serie, al momento non sono state descritte nell'inventario perché quasi tutte prive di didascalie utili per una corretta catalogazione; questo materiale comunque, per le sue specifiche caratteristiche ed esigenze, deve essere conservato in condizioni diverse rispetto alla documentazione cartacea, e quindi in spazi separati.
 
Strumenti archivistici
Inventario analitico a cura di Simona Ferrantin, corredato da indice dei nomi di persona, di luogo e di ente; la schedatura è stata effettuata con l'ausilio del software Gea.
 
Consultabilità
Il fondo è liberamente consultabile, previa autorizzazione del direttore dell’Istituto, salve le limitazioni previste dalla legislazione per la tutela del diritto alla riservatezza e all’identità personale.
 
Fonti collegate
Archivio della FUCI (di cui Zama è stato assistente centrale); Archivio arcivescovile di Napoli (dove Zama è stato per molti anni vescovo ausiliare); Archivio della Curia di Sorrento e Castellammare di Stabia e quello della Conferenza Episcopale, sia campana che italiana.
 
Bibliografia
Guerino Grimaldi, Franco Casavola, Raffaele Cananzi, «Don» Zama, Ave, Roma 1989.
Sabatino Rizzo (a cura di), Don Zama. La formazione delle coscienze. Testimonianze, Studium, Roma 2003.
Gaetano Crociata, Paolo Trionfini (a cura di), Don Zama nella Chiesa e nella società del Novecento, Studium, Roma 2012.