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Progetti

150 anni di Azione cattolica

L’Isacem, per il 2017-2018, ha sviluppato un progetto di ricerca per approfondire la storia dell’Azione cattolica italiana nel 150° anniversario della fondazione, avvenuta nel 1867, prima di ricevere l’approvazione formale l’anno successivo. Il progetto di ricerca si articola in varie tappe lungo il biennio, per restituire un quadro complessivo della parabola storica della più antica e radicata associazione del mondo cattolico.
La prima tappa prevede un Seminario di studi interno, che si terrà a Milano nell’estate del 2017, coinvolgendo studiosi di differente area culturale e scuola scientifica, per mettere a fuoco, in un sondaggio a tutto campo, lo stato degli studi e le risultanze delle ricerche a cui è approdata fino a oggi la storiografia.
La seconda tappa è sfociata nel convegno Una storia lunga centocinquant'anni. L'Azione cattolica nella vita del paese, programmato a Bologna per l’8 settembre 2017. I lavori hanno visto l’approfondimento dei punti nodali della storia dell’Azione cattolica italiana, per far emergere le peculiarità del contributo offerto alla vita del Paese nei suoi centocinquant’anni di storia.
La terza tappa ha avuto come appuntamento pubblico un Convegno, fissato ad Assisi il 29-30 gennaio 2018, per far emergere le peculiarità del contributo offerto alla vita della Chiesa nei centocinquant’anni di storia dell’Azione cattolica italiana, approfondendo, in particolare, il ruolo degli assistenti.
La quarta tappa è stata incentrata sulla declinazione del tema «Azione cattolica e azione politica»: centocinquant'anni di impegno per il Paese, messo a fuoco nel convegno, promosso dall'Istituto Vittorio Bachelet, in collaborazione con l'Isacem, che si è tenuto a Roma il 9-10 febbraio 2018.
La quinta tappa prevede il Convegno L’impegno educativo dell’Azione cattolica in centocinquant’anni di storia, che si
terrà a Milano il 16 marzo 2018, in collaborazione con l’Università Cattolica.
La sesta tappa si articolerà in una serie di convegni interregionali messi in cantiere tra aprile e settembre del 2018, per sondare la storia dell’associazione nel suo radicamento territoriale, attraverso la presentazione di ricerche specifiche sui contesti locali.
La tappa conclusiva si incentrerà su un Convegno, programmato a Roma il 6-7 dicembre 2018, per portare a sintesi i risultati delle molteplici ricerche presentate lungo il percorso di studio.
Il progetto prevede anche l’approntamento di alcuni strumenti di carattere divulgativo. Dal 28 aprile al 1° maggio è stata allestita presso la Domus Pacis di Roma la mostra «Farsi riconoscere ovunque». 150 anni di segni distintivi dell’Azione cattolica italiana, che ripercorre la storia dell’associazione attraverso i simboli d’identificazione. Sono esposti bandiere, labari, cimeli e una ricca collezione di distintivi da fine Ottocento ad oggi, in un percorso introdotto da pannelli esplicativi che aiutano a cogliere, sotto un altro angolo visuale, la vicenda storica dell’Azione cattolica italiana.
Nell’ambito delle iniziative destinate a un pubblico più largo, l’Istituto ha collaborato alla realizzazione del documentario L’Azione cattolica. Una storia che continua, a cura di Antonia Pillosio. Nella costruzione del programma, per ripercorrere la parabola storica dell’associazione, è stata utilizzata la ricca documentazione (video, sonora, iconografica, archivistica, bibliografica) messa a disposizione dall’Isacem, oltre ai contributi delle Teche Rai. Il documentario si è avvalso delle interviste a Matteo Truffelli, Giovanni Vian, Maria Dutto, Giorgio Vecchio, card. Pietro Parolin, don Luigi Ciotti ed Enzo Romeo. Il documentario, che è stato presentato in anteprima nazionale il 17 novembre 2017 al Cinema Adriano di Roma, è stato trasmesso su Rai Storia il 24 novembre alle ore 22.10, con repliche il 25 e il 26 novembre.
Inoltre, è stata predisposta una guida per visitare i luoghi di Roma dove, nel corso dei centocinquanta anni di storia dell’associazione, si sono celebrate le ricorrenze anniversarie.
La proposta complessiva si arricchirà anche con la pubblicazione di una serie di volumi. La prima uscita presso l’Ave è «Farsi riconoscere ovunque». 150 anni di segni distintivi dell’Azione cattolica italiana, a cura di Simona Ferrantin e Paolo Trionfini, che ripercorre la parabola storica dell’associazione attraverso i simboli d’identificazione (distintivi, bandiere, labari), utilizzati da soci e militanti dalle origini fino a oggi. Un’ampia introduzione ricostruisce i passaggi di questa suggestiva storia, per far cogliere il significato dei segni distintivi, che sono riproposti attraverso un’accurata selezione di riproduzioni suddivise in cinque sezioni.
 

Vittorio Bachelet

L'Isacem ha concorso alla realizzazione della puntata di Italiani dedicata a Vittorio Bachelet, a cura di Antonia Pillosio, che ora è disponibile sul sito web di Rai Storia. Nella costruzione del programma con Paolo Mieli, per ripercorrere la vicenda biografica del presidente dell’Azione cattolica italiana, è stata utilizzata la ricca documentazione messa a disposizione dall’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI, oltre ai contributi delle Teche Rai. Il documentario si avvale delle interviste a Matteo Truffelli, Rosy Bindi e Giovanni Bachelet.
Un resoconto della puntata è apparso su «Segno».
 
 
 

Biografie resistenti

In occasione del 70° anniversario della Resistenza l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha avviato un progetto per il censimento delle "biografie resistenti". Il lavoro prevede  la schedatura dei soci, delle socie e degli assistenti dell’associazione ai quali è stata riconosciuta un’onorificenza (medaglie al valore civile, medaglie al valore militare, titolo di giusto fra le nazioni), ma anche che hanno partecipato attivamente alla guerra di liberazione come combattenti, staffette, cappellani militari, membri dei Comitati di liberazione nazionale locali.
Al momento sono stati censite le figure decorate con medaglia d’oro al valore civile e militare, utilizzando prevalentemente le schede raccolte da Piercostante Righini, conservate nel suo fondo archivistico. Un altro strumento prezioso si è rivelato il Martirologio del clero italiano, edito a cura dell'Azione cattolica italiana nel 1963.
Nel suo sviluppo, il progetto prevede la creazione di una banca dati, messa a disposizione sul sito, in cui saranno inserite le schede dei nominativi individuati, contenenti i dati biografici essenziali e le motivazioni del riconoscimento. La scheda di ciascun nominativo sarà integrata, nella misura in cui sarà possibile, oltre che con la fotografia, con alcuni scritti del protagonista.
Pubblichiamo la scheda di Odoardo Focherini, giusto fra le nazioni, per presentare il prototipo.
 
 

I cattolici e il cinema

L’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha collaborato attivamente al Progetto di ricerca di interesse nazionale (Prin), facente capo all’Università degli studi di Milano, sotto il coordinamento di Tomaso Subini, su Il ruolo del cinema italiano nei processi di negoziazione dei conflitti socio-religiosi tra il 1945 e gli anni ’60. La collaborazione si è esplicata nella messa a disposizione del rilevante materiale documentario posseduto nel proprio archivio, in particolare nelle serie Segretariato centrale moralità ed Ente dello spettacolo del Fondo Presidenza generale dell’Azione cattolica italiana (http://www.isacem.it/it/fondi-archivistici/azione-cattolica-italiana-presidenza-generale-1922-1969-aci-pg). Per questa seconda serie, si è anche effettuato il riordino della documentazione con la redazione di un inventario analitico.
Il Prin si è sviluppato attraverso tre Workshop. Nel primo, tenutosi a Milano il 28 maggio 2014, sono stati presentati gli indirizzi di ricerca. Il secondo, che si è celebrato sempre a Milano il 22 gennaio 2015, è stato incentrato su La censura dell’osceno in Italia tra gli anni ’40 e gli ani ’70. Il terzo dell’11 novembre 2015 ha riflettuto sul tema I cattolici tra immagine sacra e religiosa. Casi di studio sul cinema e la televisione in Italia tra gli anni ’40 e ’gli anni ’70.
Il percorso di ricerca è confluito nel convegno internazionale, che si è tenuto l’8-9-10 giugno 2016, presso il Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli studi di Milano, in via Noto 8, su I cattolici e il cinema in Italia tra gli anni ’40 e gli anni ’70. Nell’ambito dell’iniziativa, Simona Ferrantin e Paolo Trionfini hanno presentato per l’Isacem una relazione su Luigi Gedda, i Comitati civici e il cinema di propaganda (1948-1958).
Nel suo sviluppo, il progetto ha portato alla creazione di un portale che ospita un database contenente la documentazione resa disponibile dalle istituzioni archivistiche che hanno offerto la propria collaborazione, per renderla fruibile agli studiosi.
 
 
 

Armida Barelli

L’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha avviato nel 2012, in occasione del 60° anniversario della morte, un progetto di ricerca sulla figura di Armida Barelli, che si è articolato in diverse fasi. Come veniva comunemente chiamata, la «sorella maggiore» è stata fondatrice e a lungo presidente della Gioventù femminile di Azione cattolica (1919-1946), attivamente impegnata nella costituzione dell’Università Cattolica del sacro cuore, di cui fu ininterrottamente “cassiera”, promotrice dell’Istituto secolare delle missionarie della regalità di Cristo, assumendo un ruolo di rilievo nella storia religiosa e civile dell’Italia contemporanea.
Eppure, alla rilevanza della figura, non ha corrisposto un adeguato interesse della storiografia, che ha ceduto il passo a ricostruzioni per lo più di occasione nel tenere viva la memoria della «sorella maggiore».
La ricerca, pertanto, vorrebbe colmare questo vuoto, approdando a una ricostruzione scientificamente fondata, in grado di restituire, attraverso una pubblicazione, un profilo complessivo di Armida Barelli.
Il progetto, che si è collegato anche a una ricerca promossa dall’Istituto di studi politici S. Pio V, in una prima fase si è concentrato sulla sistemazione del Fondo Armida Barelli, non ancora inventariato presso l’Isacem. È seguito il controllo e il restauro delle collezioni complete delle testate promosse dalla Gf. Inoltre, si è provveduto alla catalogazione dell’intera serie delle pubblicazioni edite dal ramo giovanile femminile dell’associazione.
Il progetto ha conosciuto un ulteriore passaggio con la riedizione, in forma critica, delle memorie La sorella maggiore racconta..., a cura di Simona Ferrantin e Paolo Trionfini.
 
 
 

L’Azione cattolica e il Concilio Vaticano II

L’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha messo a punto nel 2010 un progetto complessivo sull’Azione cattolica e il Vaticano II. La prima fase ha visto il completamento del riordino e della descrizione di una serie di fondi archivistici per supportare la ricerca degli studiosi coinvolti. In particolare, si è provveduto a lavorare alla sistemazione di alcune serie del Fondo Presidenza generale dell’Azione cattolica italiana, del Fondo Collegio assistenti, del Fondo Fuci, del Fondo Emilio Guano, del Fondo Alfredo Maria Cavagna, del Fondo Amalia Zambaldi.
Successivamente è stato promosso il seminario metodologico Il Concilio davanti a noi, per affinare il quadro interpretativo dentro al quale collocare le ricerche, tenutosi a Roma il 5 maggio a Roma, con le relazioni di Cataldo Zuccaro, Francesco Sportelli e Piergiorgio Grassi. In quest'ottica, sono stati predisposti anche i dossier monografici Il Concilio davanti a noi e Concilio. Non c'è continuità senza rinnovamento, ospitati nel corso del 2012 su «Dialoghi».
Una prima fase della ricerca ha riguardato gli anni del pontificato di Giovanni XXIII, approfonditi da Paolo Trionfini, il quale ha presentato le risultanze nel Convegno A Cinquant’anni dal Vaticano II (Velia di Ascea Marina, 10-11 settembre 2012).
Su questo solco, è stato avviato il censimento sistematico dei discorsi di papa Roncalli sull’associazione, confluito nel volume «Il cammino è quello giusto». Giovanni XXIII all’Azione cattolica, a cura di Simona Ferrantin e Paolo Trionfini, al quale ha fatto seguito, in una linea di continuità, la raccolta degli interventi di papa Montini, condensati in «Sempre più degna della sua storia bellissima». Paolo VI all’Azione cattolica, a cura di Simona Ferrantin e Paolo Trionfini: entrambi presentano, in forma completa, lo sviluppo del magistero dei papi del Concilio. In occasione dell’uscita di quest’ultimo volume, è stato organizzato un seminario di approfondimento a Roma il 17 ottobre 2014.
Un altro filone coltivato ha mirato alla ricostruzione della storia della Gioventù italiana di Azione cattolica nel periodo conciliare, messa a fuoco da Giorgio Campanini in La Gioventù cattolica e la “svolta” conciliare, incentrata sulla testata della componente adulta del ramo giovanile maschile, che poi è stato presentato il 7 febbraio 2014.
Il progetto di ricerca ha avuto un passaggio significativo nel Convegno Il futuro dalla forza del Concilio. Il Vaticano II e l’Azione cattolica, tenutosi a Roma il 7-8 febbraio 2014, nel quale sono intervenuti Giuseppe Dalla Torre, Alberto Monticone, Paolo Trionfini, Matteo Truffelli, Piergiorgio Grassi, Vittorio De Marco, Domenico Sigalini, Lorenzo Caselli, Giacomo Canobbio, Angelo Bertani, Stella Morra, Salvador Pié-Ninot, Marco Ivaldo, Gian Candido De Martin, Franco Miano, Vania De Luca, Roberto Repole, Lisa Moni Bidin, Emilio Inzaurraga. Le relazioni presentate sono state raccolte nel volume che reca lo stesso titolo.
Il progetto è culminato nel Convegno Il Concilio in Azione. La recezione dell'Azione cattolica nelle chiese d'Italia, tenutosi a Roma il 4-5 dicembre 2015, nel quale sono state presentate le relazioni di inquadramento di Maurilio Guasco (Università del Piemonte orientale), Giorgio Vecchio (Università di Parma) e Paolo Trionfini (Università di Parma). A queste è poi seguita la presentazione delle ricerche condotte sui contesti locali: Ivrea (Marta Margotti, Università di Torino), Milano (Guido Formigoni, Università Iulm di Milano), Venezia (Giovanni Vian, Università Ca’ Foscari Venezia), Rimini (Ernesto Preziosi, Centro di ricerca studi storici e sociali), Perugia (Giancarlo Pellegrini, Università di Perugia), Ancona (Massimo Papini, Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche), Chieti (Augusto D’Angelo, Sapienza Università di Roma), Napoli (Giuseppe Palmisciano, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale), Bari (Francesco Sportelli, Università della Basilicata), Caltanissetta (Francesco Lomanto, Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Cagliari (Luca Lecis, Università di Cagliari).
 
 

La dimensione internazionale dell'Azione cattolica

L’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI  ha sviluppato nel 2009 un progetto di ricerca finalizzato ad approfondire la storia dell’Azione cattolica nel mondo. Il progetto di ricerca si è articolato su tre assi.
Il primo asse ha compreso lo studio sulla storia dell’Azione cattolica nei contesti nazionali in cui l’associazione aderisce al Forum internazionale dell’Azione cattolica (Fiac), per il periodo dalle origini fino al Concilio ecumenico Vaticano II. Le ricerche per ogni singola realtà, tenendo sullo sfondo la dimensione universalistica che Benedetto XV e soprattutto Pio XI delinearono per l’Azione cattolica, sono state condotte cogliendo le affinità e le diversità, per potere costruire un quadro di comparazione. Negli approfondimenti si sono fatte emergere, inoltre, le peculiarità dei caratteri fondativi di ciascuna associazione nazionale.
Contestualmente è stata avviata – ed è il secondo asse del progetto – una ricerca sulla storia degli organismi internazionali di coordinamento dei diversi rami o movimenti dell’Azione cattolica nel mondo: Umofc (Donne cattoliche); Unum omnes (Uomini cattolici); Pax romana (Intellettuali cattolici); Iycs (Studenti cattolici); Midade (Ragazzi cattolici). L’articolazione prevede che si tenga come riferimento comune la storia del Comitato permanente dei congressi internazionali dell’apostolato dei laici (Copecial) negli anni Cinquanta.
Il terzo asse, invece, è stato indirizzato ad approfondire il contributo dato alla maturazione di una “coscienza internazionale” da parte di alcune figure significative, che hanno segnato la storia degli organismi di coordinamento: Armida Barelli; Vittorino Veronese; Maria Donadeo; Pilar Bellosillo; Luigi Gedda; Rosemary Goldie; Giuseppe Spataro; Eduardo Pironio.
Sul primo asse, in collaborazione con il Fiac, si è predisposta una scheda di rilevamento per raccogliere informazioni di partenza sulle fonti a disposizione nelle singole realtà nazionali e materiali di supporto alle ricerche da commissionare. Sulla base di essi, si è potuto avere un primo quadro provvisorio delle rilevanze da tener presente per lo studio della storia delle associazioni nazionali in Polonia, Messico, Argentina, Spagna, Colombia. Parallelamente è stata avviata una ricerca sulla storia dell’Azione cattolica in Svizzera, che è stata pubblicata in volume uscito nel 2011.
Dopo la messa a fuoco del taglio da dare, è stato promosso un primo confronto delle ricerche avviate sulla storia dell’Azione cattolica in diversi contesti nazionali, per il periodo dalle origini fino al Concilio ecumenico Vaticano II, in un momento di studi tenutosi a Iasi (Romania) il 23-24 agosto del 2012. Sulla base delle risultanze emerse, è stato, quindi, messo a punto il convegno, che si è tenuto il 6-7 marzo 2013 a Roma, nel quale sono state presentate le ricerche definitive.
Lo sviluppo del secondo asse del progetto è proseguito in parallelo attraverso l’individuazione e la raccolta delle fonti a stampa necessarie per sostenerlo.
Il terzo asse è stato invece messo a fuoco attraverso la predisposizione di una bibliografia di partenza, da cui prendere le mosse, e la sistemazione di alcuni fondi archivistici.

Carlo Carretto

Nel 2008 l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha avviato un progetto per ricostruire la parabola biografica di Carlo Carretto, figura di rilievo nella storia religiosa e civile del Novecento.
In questa prospettiva, è stato promosso un primo convegno, tenutosi a Spello il 10 ottobre 2008, per approfondire come si sia sedimentata la memoria di Carretto nella sua dimensione pubblica, di cui si è dato parzialmente conto nel volume Carlo Carretto nella Chiesa del Novecento. La ricerca è, quindi, proseguita, reperendo le fonti disponibili nell’Archivio dell’Istituto. In particolare, è stato effettuato uno spoglio dei periodici sui quali Carretto ha scritto negli anni del suo impegno a livello nazionale nell’Azione cattolica italiana. Il lavoro è servito per arrivare a un profilo complessivo della sua figura, che è stato condensato nel volume di Paolo Trionfini, Carlo Carretto. Il cammino di un «innamorato di Dio», nel quale è stata anche raccolta una selezione degli articoli apparsi sulla stampa della Giac durante la sua presidenza.
In vista del 2010, anno in cui ricorreva il centenario della nascita, a cura dell’Istituto, che ha presentato uno specifico progetto, finanziato dalla Regione Umbria, si è iniziato il lavoro di riordino del Fondo Carlo Carretto, custodito nell’Archivio dell’Abbazia di S. Croce, a Sassovivo di Foligno (Pg), sede del priorato generale della Congregazione dei Piccoli fratelli di Jesus Caritas, un ramo della famiglia spirituale che si rifà alle intuizioni di Charles de Foucauld.
I Piccoli fratelli di Jesus Caritas sono stati fondati nell’ambito della famiglia fouculdiana nel 1969, attraverso la sollecitazione iniziale di fratel Carlo Carretto, il quale poi, alla morte, gli ha lasciato il proprio archivio.
La sistemazione del fondo archivistico, di cui l’Isacem ha conservato una copia integrale, ha permesso di effettuare, all’interno di un’altra tappa del progetto, delle ricerche mirate sulla vicenda biografica di Carretto, che sono state presentate nel convegno tenutosi a Spello il 1°-2 ottobre 2010 in occasione del centenario della nascita. È seguita la pubblicazione, resa possibile anche da un contributo del Ministero per i Beni e le Attività culturali, degli atti dell'apposito volume, «Ho cercato e ho trovato». Carlo Carretto nella Chiesa e nella società del Novecento, che permette di avere una ricostruzione complessiva della figura di Carretto.
Il progetto è poi proseguito per cercare di cogliere più adeguatamente aspetti specifici dell’impegno pubblico di Carretto. Nel 2012, l’Istituto ha promosso un convegno sul tema della pace, nel quale si è avuto modo di approfondire questo nodo rilevante nell’economia della biografia di Carretto.
Nell'ambito del progetto è stata realizzata anche la mostra Carlo Carretto. Una vita per immagini, allestita permanentemente a Casa San Girolamo a Spello. L'iniziativa si è potuta avvalere della donazione di un fondo fotografico di Ennio Angelucci, presidente del Circolo cine foto Hispellum.
 
 

Gli archivi locali dell'Azione cattolica

In concomitanza con le celebrazioni del 140° anniversario della fondazione dell’Azione cattolica italiana, tra il 2007 e il 2008, l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha avviato un progetto per la salvaguardia, conservazione e valorizzazione degli archivi locali dell’associazione.
A questo scopo, è stata predisposta una scheda, inviata a tutte le associazioni diocesane, per effettuare un censimento sullo stato di conservazione degli archivi locali, dal quale sono emersi, nel complesso, risultati in chiaroscuro: senza soluzione di continuità si hanno, infatti, realtà che nel tempo hanno provveduto a conservare e sistemare l’archivio dell’associazione, altre che, nell’impossibilità di valorizzarlo, hanno provveduto a versarlo in istituzioni esterne (soprattutto gli archivi della diocesi), altre ancora che hanno visto subire la dispersione.
I risultati provvisori del censimento sono stati presentati da Ubaldo Sulis all’interno di un convegno, significativamente intitolato Custodire le radici, abitare il tempo. L’Azione cattolica nella storia e nella Chiesa locale, che si è tenuto a Viterbo il 7 marzo 2008. Nello stesso anno è stato pubblicato un volume che ha raccolto alcuni dei contributi proposti in occasione delle celebrazioni. Al contempo, è stata svolta da Simona Ferrantin un’indagine sistematica sulle fonti per la storia delle associazioni locali conservate nei fondi archivistici dell’Isacem, che è stata pure presentata nell’ambito dell’iniziativa. Il convegno ha rappresentato l’occasione per approfondire alcuni casi esemplari di conservazione e valorizzazione dei fondi archivistici per la storia locale dell’Azione cattolica (Viterbo, Bologna, Venezia).
Al di là delle differenti situazioni, è emersa la disponibilità a non lasciare seccare le radici dentro alle quali affonda la parabola storica dell’Azione cattolica a livello locale.
Il progetto è stato, quindi, rilanciato per completare e aggiornare il censimento, che si è allargato ad altre associazioni diocesane. Il progetto rimane aperto con l’obiettivo di creare una banca dati comune, contenente le informazioni di base per accedere ai fondi archivistici delle associazioni diocesane coinvolte. Si vorrebbe, infatti, arrivare a definire un protocollo unitario facente capo all’Istituto, al fine di mettere in rete i singoli inventari.
Per stimolare, inoltre, il riordino degli archivi non ancora sistemati, l’Isacem, sempre in occasione del convegno del 2008, ha predisposto un agile strumento, nel quale, insieme ad altri materiali utili, sono state messe a punto le Note pratiche di archivistica, essenziali al lavoro.
Un importante momento di verifica si è avuto con il Convegno ad inviti Vivi(li) e lascia(li) vivere: gli archivi delle associazioni diocesane dell’Azione cattolica, che si è tenuto il 17 ottobre 2014.

La storia locale dell'Azione cattolica

Dando idealmente seguito al progetto per la salvaguardia, conservazione e valorizzazione degli archivi locali dell’associazione, avviato nel 2007, in concomitanza con le celebrazioni del 140° anniversario della fondazione dell’Azione cattolica italiana, l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha messo a punto un altro progetto su Storia e storie dell’Azione cattolica.
L’obiettivo è di fornire un supporto più puntuale alle molteplici ricerche che vengono compiute sui fondi archivistici dell’Istituto, raccogliendo e socializzando i risultati. Sul sito, nella sezione dedicata, sono segnalate le pubblicazioni di taglio locale che hanno attinto alla documentazione conservata nell'Archivio dell'Isacem. È stata predisposta una bibliografia, che è costantemente aggiornata, sulle pubblicazioni che interessano la dimensione locale dell’associazione. Rimane aperto l’invito alle associazioni diocesane dell’Azione cattolica a inviare le pubblicazioni promosse, che andranno a incrementare il patrimonio bibliografico dell’apposita sezione della Biblioteca dell’Istituto. Inoltre, per mettere a confronto i risultati raggiunti, è stato promosso il seminario di studio Storia e storie dell'Azione cattolica, tenutosi il 14 dicembre 2013, all’interno del quale sono stati presentati gli esiti degli studi compiuti su alcune realtà locali, per essere discussi con un gruppo di studiosi invitati, individuando la tipologia di fonti utilizzate, gli approcci metodologici seguiti, le categorie interpretative emerse.
Il confronto è servito per offrire una più solida base alle ricerche in corso, per comprendere il ruolo giocato dalla più antica associazione laicale cattolica nello snodo del Concilio Vaticano II, tenendo presente, oltre che il piano nazionale, il contesto locale.

Antonio Zama

Nel 2005 l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha avviato un progetto per ricostruire la parabola biografica di Antonio Zama (1917-1988), assistente centrale della Fuci, poi vescovo ausiliare di Napoli, quindi arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia.
In questa prospettiva, si è proceduto al riordino del Fondo Zama, donato all’Istituto in due momenti successivi nel 2001 e nel 2006, che è stato curato da Simona Ferrantin. Per ampliare la base documentaria, è stato eseguito lo spoglio sistematico di una serie di periodici, in cui sono stati individuati gli articoli scritti da Zama.
Si sono, quindi, affidate le ricerche specifiche su aspetti dalla vicenda biografica di Zama a studiosi qualificati, che ne hanno presentato le risultanze nel corso di un convegno, tenutosi a Napoli il 5-6 ottobre 2007, che ha beneficiato di un contributo della Regione Campania, della Provincia di Napoli, della Fondazione Istituto Banco di Napoli. Il lavoro è, infine, confluito nel volume degli atti.

Osservatorio sulle riforme costituzionali

L’Azione cattolica, insieme all’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici Vittorio Bachelet e all’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI, nel 1996 ha lanciato il progetto denominato Osservatorio sulle riforme costituzionali.
L’idea prende corpo dal rilievo assunto nel dibattito pubblico dal tema. A partire dall’inizio degli anni Ottanta, infatti, la questione delle riforme istituzionali ha acquisito una centralità crescente, a partire dal “decalogo Spadolini”, lanciato nel programma di governo del 1982, passando per i lavori della Commissione Bozzi (1984-85), rilanciandosi nella stagione referendaria, per arrivare alla Commissione De Mita-Iotti. In una battuta di sintesi, il tema, inizialmente circoscritto ad alcuni aspetti della forma di governo, ha assunto una connotazione globale nell’ottica della riforma del sistema politico italiano.  In particolare, si è registrata un’accelerazione in corrispondenza del mutamento della Costituzione materiale causato dalla fine della guerra fredda e del crollo di quella che impropriamente è stata definita seconda Repubblica. Su questo sfondo, si è avvertita l’esigenza di monitorare le proposte di cambiamento via via avanzate dalle forze politiche o da settori sensibili della società civile, attraverso lo strumento dell’Osservatorio, che è stato alimentato da competenze di tipo storico e giuridico.
Il frutto del lavoro svolto è confluito nei volumi L’eredità della Costituzione e Il cammino delle riforme costituzionali, pubblicati nel 1998. Successivamente l’Osservatorio sulle riforme costituzionali è stato assunto dall’Istituto Vittorio Bachelet nell’ambito delle proprie attività ordinarie, che si sono tradotte nell’elaborazione di specifici dossier sui temi che hanno animato l’agenda politica.